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PAGAMENTO DEBITI E CERTIFICAZIONI CREDITI NEI CONFRONTI DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE

Giuristudio - Approfondimento - PAGAMENTO DEBITI E CERTIFICAZIONI CREDITI NEI CONFRONTI DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE

La certificazione del credito
Per favorire lo smobilizzo dei crediti vantati dalle imprese nei confronti della P.A., il D.L. 35/2013 convertito in L. 64/2013 ha attuato l’obbligo per lo Stato, gli enti pubblici nazionali, le regioni, gli enti locali e gli enti del Servizio Sanitario Nazionale di certificare, su istanza del creditore, gli eventuali crediti relativi a somme dovute per somministrazioni, forniture e appalti.
 
L’istanza di certificazione può essere presentata dal soggetto giuridico, società, impresa individuale o persona fisica, qualora vanti un credito non prescritto, certo, liquido ed esigibile, proveniente da un contratto avente ad oggetto somministrazioni, forniture ed appalti nei confronti di una P.A.
Le norme non indicano alcun termine entro il quale inoltrare le istanze di certificazione.
Sono esclusi i crediti prescritti e le somme relative a debiti fuori bilancio delle amministrazioni.
 
Le amministrazioni interessate al rilascio delle certificazioni sono:
- amministrazioni statali, centrali e periferiche;
-  regioni e province autonome;
- enti locali;
- enti del Servizio Sanitario Nazionale.
 
Sono inclusi:
- istituti e scuole di ogni ordine e grado, istituzioni educative e istituzioni dell’alta formazione artistica, musicale e coreutica, soprintendenze speciali dotate di autonomia gestionale e istituti dotati di autonomia speciale ai sensi dell’art. 15 del D.P.R. 26 novembre 2007, n. 233;
- enti pubblici nazionali, intesi quali soggetti istituiti o riconosciuti per legge, a carattere nazionale, nonché le università.
- i comuni, le province, le città metropolitane, le comunità montane, le comunità isolane e le unioni di comuni.
- per enti del Servizio Sanitario Nazionale si intendono, ai sensi dell’articolo 3, comma 2 del D.M. 25 giugno 2012 sulla compensazione dei crediti, le aziende sanitarie locali, le aziende ospedaliere, gli istituti di ricovero e cura a carattere scientifico pubblici, anche se trasformati in fondazioni, le aziende ospedaliere universitarie integrate con il Servizio Sanitario Nazionale, gli istituti zooprofilattici di cui al decreto legislativo 30 giugno 1993, n. 270. L’articolo 2, comma 1, specifica che gli enti del servizio sanitario nazionale sono vincolati agli obblighi del presente decreto solo se compatibili con i saldi di finanza pubblica programmati.
 
Sono espressamente esclusi dal testo normativo i seguenti enti:
- enti locali commissariati;
- enti del Servizio Sanitario Nazionale delle regioni sottoposte a piano di rientro dai disavanzi sanitari, ovvero a programmi operativi di prosecuzione degli stessi, se nell’ambito di detti piani o di detti programmi sono previste operazioni relative al debito.
 
Sono altresì esclusi dalla richiesta della certificazione i crediti vantati nei confronti di:
- organi costituzionali e a rilevanza costituzionale;
- camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura e loro associazioni;
- enti pubblici economici;
- enti ed organismi di diritto privato;
- società a partecipazione pubblica.
 
-Ai sensi dell’articolo 143 del testo unico di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267 sono esclusi i crediti sorti prima del commissariamento una volta cessato lo stesso e i crediti rientranti nella gestione commissariale.
 
Il contesto normativo
Il 22 maggio 2012 il Governo ha presentato le nuove misure volte a disciplinare i rapporti di credito e debito tra la Pubblica Amministrazione e le imprese fornitrici.
Con questo pacchetto di provvedimenti, che si compone di quattro decreti ministeriali, il Governo intende fornire liquidità alle imprese mediante il supporto del sistema bancario o attraverso compensazioni fra crediti e debiti nei confronti delle amministrazioni pubbliche.
 
1 Articolo 9, commi 3-bis e 3-ter del decreto legge 29 novembre 2008, n.185, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n.2 e successive modificazioni.
2 Articolo 28-quater del D.P.R. 29 settembre 1973, n.602.
3 Decreto legge 7 maggio 2012, n. 52, convertito con modificazioni dalla L. 6 luglio 2012, n. 94.
Rientrano fra le previsioni normative:
- due “decreti certificazione”, il D.M. 22 maggio 2012 avente ad oggetto la certificazione dei crediti scaduti nei confronti delle amministrazioni centrali (inclusi gli enti pubblici nazionali) e il D.M. 25 giugno 2012 avente ad oggetto la certificazione dei crediti scaduti nei confronti delle regioni ed enti locali (inclusi gli enti del Servizio Sanitario Nazionale);
- il “decreto compensazione”, D.M. 25 giugno 2012 avente ad oggetto la compensazione di crediti maturati nei confronti di regioni, enti locali ed enti del Servizio Sanitario Nazionale con le somme dovute a seguito di iscrizione a ruolo, emanato in attuazione del decreto legge 31 marzo 2010 n. 78, convertito con modificazioni nella legge 30 luglio 2010 n. 122;
- il “decreto sul Fondo Centrale di Garanzia”, D.M. 26 giugno 2012 avente ad oggetto le modifiche ed integrazioni ai criteri e alle modalità per la concessione della garanzia del Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese, emanato in attuazione dell’art. 39 della legge 22 dicembre 2011 n. 214 (c.d. “salva Italia”).
 
A seguito delle modifiche introdotte alla normativa primaria in data 6 luglio 20123, sono stati emanati tre decreti ministeriali di recepimento di tali modifiche:
- il D.M. 24 settembre 2012 di modifica del decreto 22 maggio 2012 (pubblicato nella G.U. 2 novembre 2012, n. 256);
- il D.M. 19 ottobre 2012 di modifica del decreto 25 giugno 2012 (pubblicato nella G.U. 6 novembre 2012, n. 259);
- il D.M. 19 ottobre 2012 avente ad oggetto le modalità con le quali i crediti non prescritti certi liquidi ed esigibili maturati nei confronti dello Stato e degli enti pubblici nazionali per somministrazioni, forniture e appalti, possono essere compensati con le somme dovute a seguito di iscrizione a ruolo ai sensi dell'articolo 28-quater del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602 (pubblicato nella G.U. 6 novembre 2012, n. 259).
Oltre ai predetti decreti ministeriali bisogna tener conto anche:
- degli accordi tra l’ABI e le Associazioni imprenditoriali4 sottoscritti il 22 maggio 2012, aventi ad oggetto l’istituzione di un plafond dedicato allo smobilizzo dei crediti delle imprese verso la Pubblica Amministrazione;
- della convenzione sottoscritta tra la Cassa Depositi e Prestiti e l’ABI in data 6 marzo 2012, che prevede la messa a disposizione di risorse dedicate.
 
Si ritiene opportuno ribadire che, ai fini dell’ottenimento della certificazione, il credito deve essere certo, liquido ed esigibile secondo la normativa vigente. Quindi è necessario tener presente che:
a) il credito è da considerarsi certo quando è determinato nel suo contenuto dal relativo atto negoziale, perfezionatosi secondo le forme e le procedure prescritte dalla vigenti disposizioni contabili. Ai fini della certificazione, è da ritenersi sussistente il requisito della certezza solo qualora il credito sia afferente ad una obbligazione giuridicamente perfezionata per la quale sia stato assunto il relativo impegno di spesa, registrato sulle scritture contabili ovvero, per gli enti del Servizio Sanitario Nazionale, siano state effettuate le relative registrazioni contabili. Pertanto, in assenza di contratto perfezionato o di impegno di spesa, regolarmente registrato sulle scritture contabili ovvero, per gli enti del Servizio Sanitario Nazionale, delle necessarie registrazioni contabili, gli enti non potranno certificare il credito, riferibile esclusivamente alla sfera giuridica del soggetto che ha ordinato la somministrazione, la fornitura o l’appalto al di fuori delle prescritte procedure giuscontabili;
b) il requisito della liquidità, soddisfatto dalla quantificazione dell’esatto ammontare del credito, è da ricondursi agli elementi del titolo giuridico;
c) il requisito della esigibilità, da valutarsi al momento del riscontro da parte delle amministrazioni, sta ad indicare l’assenza di fattori impeditivi del pagamento del credito, quali l’eccezione di inadempimento, l’esistenza di un termine o di una condizione sospensiva.
 
La richiesta della certificazione del credito può essere inoltrata con due modalità.  
La procedura ordinaria e la procedura telematica
 
Il procedimento di certificazione del credito sarà gestito a regime tramite una piattaforma elettronica messa a disposizione dal Ministero dell’Economia e delle Finanze. Ad oggi non è stata ancora realizzata, ma di ciò sarà dato avviso sul sito Internet istituzionale del Ministero dell’economia e delle finanze – Dipartimento della Ragioneria Generale dello Stato.
In attesa della realizzazione della suddetta procedura telematica, le istanze di certificazione possono essere comunque presentate attraverso i canali tradizionali, utilizzando la modulistica allegata ai due “decreti certificazione”, la c.d. procedura ordinaria.
 
Chi può presentare la richiesta di certificazione  
Il creditore è legittimato a dare avvio al processo di certificazione, presentando alla P.A., nei confronti della quale vanta un credito certificabile, un’istanza per la certificazione.
La P.A. deve provvedere al rilascio della certificazione entro 30 giorni dalla ricezione dell’istanza. Qualora non sia rispettato questo termine, il creditore può chiedere, all’Ufficio Centrale di Bilancio o alla Ragioneria Territoriale dello Stato, la nomina di un commissario ad acta, il quale provvederà al rilascio della suddetta certificazione in luogo della P.A.
Ottenuta la certificazione, il creditore, può recarsi presso una banca o un intermediario finanziario abilitato per effettuare una cessione del credito. In alternativa è possibile richiedere un’anticipazione sullo stesso credito.
Nel caso in cui il creditore del credito certificato, sia debitore nei confronti della P.A. di somme dovute per tributi erariali, tributi regionali e locali, contributi assistenziali e previdenziali, premi per l'assicurazione obbligatoria contro gli infortuni e le malattie professionali, entrate spettanti alla P.A. che ha rilasciato la certificazione, notificati entro il 30 aprile 2012, nonché oneri accessori, spese e altre imposte la cui riscossione sia stata  affidata all’Agente della riscossione, può altresì recarsi presso una sede dell’Agente della riscossione e chiedere la compensazione del credito certificato.
 
La Pubblica Amministrazione o ente debitore
La P.A., dopo aver ricevuto le istanze di certificazione e, dopo aver effettuato gli opportuni riscontri, provvede alla certificazione del credito, ovvero ne rileva l’inesigibilità o l’insussistenza, anche parziale.
Per i crediti di importo superiore ai diecimila euro, prima del rilascio della certificazione,  la P.A. verifica presso l’Agente della riscossione l’eventuale presenza di debiti del creditore, per omessi versamenti derivanti dalla notifica di una o più cartelle di pagamento, attraverso l’Agente di riscossione. In caso si esito positivo di tale accertamento, la certificazione viene resa per l’intero credito, ma l’importo delle somme dovute all’Agente della riscossione viene annotato nella certificazione ed è vincolato al solo utilizzo ai fini della compensazione.
Nel caso in cui la P.A. vanti dei crediti nei confronti del richiedente, la certificazione sarà resa al netto di tali somme.
La P.A. risponde inoltre alle richieste di verifica presentate dall’Agente della riscossione o da una banca/intermediario finanziario, garantendo la sussistenza e la validità delle certificazioni.
Infine la P.A. effettua il pagamento del credito in favore del creditore originario (o di quello subentrato, nel caso di cessione o di compensazione) entro la data indicata sulla certificazione. Tale pagamento è registrato sul sistema PCC, riducendo il valore del credito certificato.
Nel caso della procedura ordinaria, invece, il pagamento avviene previa restituzione della certificazione.
 
Cessione del credito certificato - I creditori subentranti
A seguito dell’utilizzo della certificazione del credito ad opera del creditore originario, possono diventare controparte/creditori subentranti della P.A. i seguenti soggetti:
- gli istituti di credito (banche ed intermediari finanziari abilitati ai sensi della legislazione vigente) possono concedere anticipazioni o subentrare nel credito, in caso di cessione pro solvendo o pro soluto;
- l’Agente della riscossione interviene in caso di compensazione del credito certificato con somme dovute a seguito di iscrizione a ruolo.
 
Le altre parti coinvolte nel processo di certificazione dei crediti
 - gli Uffici Centrali di Bilancio - UCB (per le amministrazioni statali centrali e gli enti pubblici nazionali) e le Ragionerie Territoriali dello Stato - RTS (per le amministrazioni statali periferiche, le regioni, gli enti locali e gli enti del Servizio Sanitario Nazionale). Questi soggetti devono provvedere entro 10 giorni dal ricevimento della relativa istanza alla nomina del commissario ad acta. Effettuano, inoltre, i riscontri previsti dalla normativa ai fini del rilascio della certificazione;
- i commissari ad acta sono nominati in caso di inerzia della P.A. Dopo aver effettuato le opportune verifiche, devono provvedere, entro 50 giorni dalla nomina, a certificare il credito o a dichiararne l’inesigibilità o l’insussistenza, anche parziale.
 
Anticipazioni del credito senza cessione
La Legge n. 662/96 (art. 2, comma 100, lettera a) ha istituito “Il Fondo Centrale di Garanzia per le PMI”, operativo sin dal 2000. La misura è finalizzata a facilitare il supporto del sistema bancario all’immissione di liquidità nel sistema.
La sua finalità è quella di favorire l’accesso alle fonti finanziarie delle piccole e medie imprese mediante la concessione di una garanzia pubblica che si affianca e spesso si sostituisce alle garanzie reali portate dalle imprese.
Rivolgendosi al Fondo centrale di Garanzia, pertanto, l’impresa non ha un contributo in denaro, ma ha la concreta possibilità di ottenere finanziamenti senza garanzie aggiuntive (e quindi senza costi di fidejussioni o polizze assicurative) sugli importi garantiti dal Fondo.
 
Pre-condizione per l’accesso alla garanzia del Fondo è l’ottenimento della certificazione dei crediti ai sensi dei DM vigenti.
Il Fondo garantisce una copertura fino al 70% dell’ammontare dell’operazione di anticipazione (elevabile fino all’80% in caso di apporto di risorse da parte delle Regioni); l’importo massimo, consentito per legge, garantibile per ogni singola impresa è pari a 2,5 milioni di euro.
Nel caso di garanzia diretta offerta da un Cofidi o da un altro Fondo di garanzia, vi è la possibilità di attivare la contro-garanzia del Fondo fino all’80%.
 
 
 
A proposito dell’opportunità concessa alle aziende di utilizzare il sistema su descritto di riscossione dei crediti nei confronti della PA, è' stato convertito in legge il decreto per il pagamento dei debiti della Pubblica amministrazione.
Il provvedimento sta consentendo il pagamento di arretrati alle imprese per 40 miliardi in dodici mesi, intesi a partire dalla meta' del 2013.
Anche i singoli professionisti rientrano tra i beneficiari che potranno riscuotere i crediti accumulati nei confronti della Pa.
Le amministrazioni, dopo aver identificato i soggetti titolari del diritto ad incassare il proprio credito, dovranno verificare l'eventuale copertura e, nel caso in cui la disponibilità non sia sufficiente, dovranno procedere al pagamento seguendo un ordine cronologico basato sull'anzianità del credito scaduto.
La liquidità necessaria all'attuazione degli interventi è assicurata dalla emissione di titoli di Stato per un importo fino a 20.000 milioni di euro per ciascuno degli anni 2013 e 2014.
 
Avv. Francesca Fiore
Componente Direttivo GIURISTUDIO - STUDIO LEGALE PRIMAVERA & PARTNERS
Giuriservice & Consulting srl
 
*Tratto dalla pubblicazione “Imposte tasse e tributi- Decreto del fare” supplemento con “La Rivista di Finanza” editore Euroedizioni
 

Avv. Francesca Fiore