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MIUR condannato ancora una volta per mancata assunzione di precari

Giuristudio - Approfondimento - MIUR condannato ancora una volta per mancata assunzione di precari

Se tutti i 10mila supplenti annuali che in passato hanno ottenuto l’incarico fino al 31 agosto si rivolgessero al tribunale, il governo potrebbe dover sborsare un milione e mezzo di euro di risarcimento per la mancata assunzione in ruolo dopo anni di supplenze.
Dopo le vittorie nei tribunali di Latina e di Ancona, un altro trionfo dei precari della scuola giunge questa volta dal giudice del lavoro di Trapani, Mauro Pretusa, che ha condannato il Ministero dell’Istruzione al pagamento di somme record.
Si tratta dell’ennesima pronuncia del Tribunale in favore dei docenti precari subito dopo la sentenza 89/2013, riconoscendo ancora una volta il diritto di due supplenti assunti per diversi anni con contratti a tempo determinato: uno di Educazione fisica, l’altro di laboratorio di Elettronica, rispettivamente risarciti con 150mila euro e quasi 170mila euro.
Ogni anno sono migliaia i supplenti annuali nominati su posto vacante e la normativa europea sancisce che, in mancanza di valide motivazioni, non è possibile abusare del contratto a tempo determinato. Diversa è la situazione dei supplenti nominati fino al termine delle lezioni, su posti temporaneamente vacanti per l’assenza del titolare (lunga malattia, gravidanza, distacco sindacale ed altro), che non consentirebbe in ogni caso l’assunzione a tempo determinato.